Alle 14:00, appena uscita dall'aula, manda lo scatto del voto. Centodieci, tre faccine. Succede da otto mesi, ogni esame uguale.
Il primo esame insieme lui aveva scritto 'brava', una volta sola. Lei ci ha letto una promessa. Lui non l'ha mai ripetuta.
Alle 19:00 scrive la risposta al suo silenzio tre volte prima di mandarla. Lui, a quattro chilometri di distanza, al bar con due amici, appoggia il telefono a faccia in su sul tavolo e torna a guardare la partita.
La cena con le compagne di corso per festeggiare l'ha saltata anche stavolta: 'sono stanca', ha scritto nel gruppo. Si siede al bar sotto casa e prende un caffè in disparte, un euro e cinquanta, con il telefono acceso sul tavolo, aspettando solo che lui scriva qualcosa.
Alle 23:00 lui alza il telefono, legge il messaggio e scrive 'ok' prima di rimetterlo giù per finire la partita. Lei apre la galleria e riguarda l'immagine del voto: è la quattordicesima volta da quando l'ha scattata.
A mezzanotte scrive nel q.d.e.: quattordicesima volta che riapro lo scatto per un commento mai arrivato intero. Centodieci, tre faccine, un 'ok' alle 23:00: tutto quello che ha avuto.
Centodieci, tre faccine, un 'ok' alle 23:00: a volte è tutto quello che resta di un esame.