Da otto mesi, alle dieci di sera, lui lascia il telefono sbloccato sul tavolo mentre carica la lavastoviglie. Lei fissa fuori dalla finestra.
La prima notte lo aveva preso in mano, per curiosità. Lui era entrato piano: «se non hai niente da nascondere, guarda pure». Lei non cercava niente. Da quella volta ha imparato a non toccarlo mai.
Dopo tre settimane ha capito il gioco: se lo osserva, deve giustificare perché. se non lo osserva, lui chiede perché non le interessa. Ha smesso di avere una risposta giusta.
A giugno ha smesso di lasciare il suo, di telefono, in giro per casa. Lo tiene in tasca, sempre a faccia in giù, anche quando cucina.
Adesso ogni volta che sente la lavastoviglie partire, fissa un punto fuori dalla finestra finché lui non si siede. Ha contato: sei volte su sette fa lo stesso gesto, sempre uguale.
Stasera alle 22:00 apre il q.d.e. e scrive: non ho guardato niente. La sesta volta questo mese. Otto mesi fa, quando lui usciva, non le passava nemmeno per la testa controllare.
Dieci di sera, lavastoviglie accesa, un telefono aperto che nessuno tocca più.