Da sette mesi, ogni venerdì mattina, lei prepara la borsa del weekend: sceglie la camicia, chiude la zip. Nel bagagliaio non c'è niente deciso da lui.
La prima volta era stata una domanda sua: 'che maglietta metto?'. Lui aveva alzato le spalle: 'quella che vuoi'. Lei aveva scelto, e non aveva più smesso.
Adesso, prima di partire, lui controlla la borsa e non cambia niente: se sposta una camicia lei rifà tutto daccapo, in silenzio, davanti a lui.
Le corse in bici col fratello le ha lasciate perdere a marzo. Da allora lei prepara solo il weekend 'vero', e quelle uscite sono sparite dal calendario. Ha imparato a non chiedergli più cosa vuole mettere in valigia: chiede solo se manca qualcosa.
La sera prima lui controlla lo zaino tre volte, per sicurezza. Poi apre il calendario appeso in cucina e conta i segni: sono trenta i venerdì che lei ha preparato la borsa da sola, e a nessuno di quei trenta è mai seguita una parola sua. Scrive 'trenta volte' sul q.d.e., lo rimette a faccia in giù.
Sette mesi fa era stata una domanda sua, 'che maglietta metto'. Adesso la zip si chiude senza che nessuno gli chieda niente, e sono trenta i venerdì segnati.
Otto venerdì, e non ha ancora scelto lui cosa portare.