20:00. Tavolo per sei, una sedia resta vuota. Alle 20:11 arriva il messaggio: «scusate, mi è venuta l'emicrania». Nessuno lo mette in dubbio, tranne lei.
La prima volta, dieci mesi fa, aveva davvero l'emicrania. Lei aveva portato a casa il dolce per lui. Da allora l'emicrania torna ogni volta che il tavolo è più di quattro.
Adesso, prima di prenotare, gli scrive due giorni prima per chiedere conferma, poi lo richiama la mattina stessa. Segna sull'agenda 'confermato' come se scriverlo bastasse a tenerlo fermo.
Ha smesso di invitare le coppie che chiedono 'ma stavolta viene?'. Sono rimaste in tre a saperlo e a non farne parola, per non farla sentire ancora più sola a un tavolo pieno.
Quel venerdì, tornata a casa, apre l'agenda sul comodino e conta: nove prenotazioni segnate, nove cancellate in dieci mesi. Non dorme, riguarda i nomi come se cambiassero.
Un anno fa arrivava tardi lei, di corsa, con la scusa del lavoro, e si scusava ridendo. Adesso è la prima a sedersi, e tiene la sedia accanto libera finché non arriva il messaggio.
Nove prenotazioni segnate, nove cancellate. La sedia resta vuota, la scusa cambia poco.